È di quattro morti, e sette persone recuperate con ferite leggere il bilancio della valanga che è caduta nel pomeriggio di domenica in provincia di Brescia in val Trompia, nella zona del passo Maniva, a quota 2 mila metri. La slavina si è staccata a nord del rifugio Bonardi, nei pressi di alcuni vecchi insediamenti radar militari, in zona dosso dei Galli-Colombine, e ha travolto undici persone che stavano compiendo un'escursione in motoslitta. Per il rischio valanghe sono stati chiusi quasi tutti i principali passi del Trentino. Proprio una valanga a Livigno ha ucciso sabato due 17enni che sciavano fuoripista. Domenica un'altra vittima: uno sciatore di 58 anni di Piacenza è morto dopo essere stato travolto da una valanga provocata da un fuoripista a quota 2.100 metri d’altezza a Doss della Pesa in val di Sole, in Trentino. Forse invogliato dalla neve freschissima caduta in queste ore nella zona, l’uomo si è addentrato con gli sci in una zona boschiva, ma un lastrone di neve si è staccato trascinandolo a valle per circa 60 metri e facendolo sbattere violentemente contro un albero. Chiusi già dalla notte scorsa dopo l’abbondante nevicata il passo del Tonale, i passi Sella, Gardena, Falzarego, Valparola. Transitabili, ma solo con catene, il Pordoi, i passi Valles e S.Pellegrino. Situazione identica sulle Dolomiti, con i passi Giau, Falzarego e Fedaia chiusi al traffico per il pericolo di slavine. Il centro valanghe di Arabba precisa che in Veneto si sono toccati anche i 90 centimetri di neve fresca sulle Dolomiti, sopra i 2.000 metri, per oscillare tra i 15 e i 20 centimetri oltre i 1.500 metri sulle prealpi e diventare a carattere piovoso sulle montagne attorno a Vicenza. Il centro identifica un pericolo di valanghe forte (grado 4) oltre i 1.900 metri in Agordino, Zoldano e Ampezzano. Pericolo di valanghe marcato (grado 3) in Comelico, Cadore e in tutte le Prealpi.
0 commenti:
Posta un commento